Progetto dimissioni protette degli anziani fragili

Dal 2018 è attiva una collaborazione (a titolo gratuito) con l’Azienda Ospedaliera San Camillo Forlanini di Roma, avviata con i fondi Otto per Mille della Chiesa Valdese (www.ottopermillevaldese.org) per l’assistenza domiciliare a pazienti anziani in condizioni sanitarie e/o sociali critiche, tanto da essere a rischio di ospedalizzazioni improprie.

L’aumento dell’aspettativa di vita e la contrazione delle nascite determinano l'invecchiamento della popolazione. Di conseguenza si ha un aumento delle malattie croniche, comorbilità e disabilità, accompagnate da difficoltà economico-sociali per gli anziani soli o con coniuge anziano, e quindi da un aumento del ricorso ai servizi sanitari.

A livello nazionale, il 69.7% delle coppie senza figli con 65 anni o più non riesce a risparmiare; questa percentuale sale a 74.7% in caso di persona sola con 65 anni o più. Gli anziani gravano sulla famiglia (figli, nipoti), accentuando eventuali problemi economici di quest’ultima, o da soli: nella sola città di Roma vivono circa 255.000 over65 soli, divorziati o vedovi.

A livello di assistenza socio-sanitaria si riscontra una carenza di prevenzione e follow up: l’intervento si concentra sulle situazioni di emergenza (presso il Pronto soccorso), non riuscendo a porre in essere un’efficace azione di prevenzione; si riscontra poi un’insufficiente assistenza al paziente successiva alla fase acuta (dimissione non protetta).

Di conseguenza si ha un numero elevato di ricoveri impropri e ripetuti: l'86% dei pazienti anziani ammessi a un Pronto soccorso e successivamente dimessi, richiedono un ulteriore ricovero in ospedale nei 3 mesi successivi. Molti di questi casi potrebbero essere trattati in domiciliare senza ricorrere al Pronto soccorso.

Per il Servizio Sanitario Nazionale, l'inefficienza dell'intervento determina un allungamento delle liste di attesa, con conseguente ridotta capacità di soddisfare la domanda, e un sovraffollamento dei reparti di emergenza.

Inoltre, e ancor più grave, si registra un incremento della spesa pubblica: dati raccolti negli USA indicano che l’1% dei pazienti (cosiddetti frequenti utilizzatori o hot spotters) incide per il 28% della spesa sanitaria, e che il 5% assorbe il 50% delle risorse

In forza della convenzione con il San Camillo Forlanini, nelle more dell’intervento del CAD, la Ryder Italia Onlus eroga servizi di assistenza domiciliare integrata a pazienti segnalati dall'Azienda ospedaliera tramite un proprio referente di progetto.

Viene quindi attivato un servizio di assistenza domiciliare socio-sanitaria erogato gratuitamente per il paziente, svolto da medici e infermieri incaricati da Ryder Italia tutti i giorni, da lunedì alla domenica, festivi inclusi, nella fascia oraria compresa tra le ore 08:00 e le 20.00; la Ryder Italia garantirà inoltre il servizio di reperibilità medica notturna e nei giorni festivi, se necessario, e l’integrazione del servizio con le prestazioni offerte da psicologi, assistenti sociali, operatori socio-sanitari e fisioterapisti.

L’anziano è curato nel proprio ambiente domestico e nel proprio ambito sociale, senza il trauma dell’ospedalizzazione e della conseguente dimissione senza adeguato supporto.

L’approccio al paziente è diretto non al trattamento dell'acuzie ma alla prevenzione della stessa attraverso una presa in carico globale che tenga conto di eventuali stati di comorbilità.

Inoltre l’infermiere provvede a fornire educazione sanitaria al caregiver, dal momento che spesso i pazienti anziani sono assistiti da caregiver informali, ovvero dai familiari, e in alcuni casi anche da caregiver formali (badanti, assistenti) non sempre in possesso dell’adeguata preparazione necessaria a garantire al paziente un supporto efficace.

Il coinvolgimento del paziente stesso nel processo di assistenza (empowerment del paziente) completa la modalità di intervento, finalizzato alla corretta gestione della terapia e delle patologie, e al controllo delle fasi acute, con la conseguente riduzione del ricorso ai servizi di emergenza e ospedalieri, fino all’intervento del CAD.

In questo modo si evita quel periodo di "vuoto" che si crea tra il momento in cui il paziente sarebbe eleggibile per la dimissione e la effettiva presa in carico da parte del CAD, momenti che non sempre coincidono e che determinano dimissioni non protette o prolungamenti delle degenze che sarebbero evitabili.

La riduzione del ricorso ai servizi ospedalieri da parte degli utilizzatori ricorrenti, determina una serie di vantaggi:

- Riduzione del tempo di degenza

- Aumento del turnover dei degenti in ospedale, grazie alla riduzione del numero di afferenti, con aumento dell'efficienza (maggior numero di utenti serviti, riduzione delle liste di attesa) del Servizio Sanitario Nazionale

- Riduzione o eliminazione della necessità di successivi ricoveri/accessi al DEA

- Riduzione dei costi dell'assistenza, da circa 700 € per giorno di degenza in ospedale (a carico del SSN) a 100 € per giornata di cura in domiciliare.