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Home Medicina e ricerca Farmaci da banco per i tumori - prima parte

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Con questo articolo vorremmo affrontare una serie di problematiche  delicate, legate all’oncologia, che riguardano il ricorso alle terapie complementari, la sostenibilità delle terapie oncologiche, e non ultimo l’efficacia di nuove modalità terapeutiche a bassa tossicità sopratutto, ma non solo, per pazienti anziani che frequentemente iniziano una terapia con chemioterapici e spesso la interrompono per effetti collaterali. L’utilizzo di farmaci off-label  riguarda molecole già note e utilizzate da tempo e per le quali determinate evidenze scientifiche suggerirebbero un uso razionale anche in situazioni cliniche non previste dalla scheda tecnica e nel foglietto illustrativo di queste sostanze.

L’ articolo comparve sul Guardian (https://www.theguardian.com/science/2016/jun/12/anti-cancer-drugs-medicine-cabinet-repurposed-aspirin-thalidomide-beta-blockers)  e viene  qui sintetizzato in due parti in modo da riportare le informazioni più  interessanti per il lettore. Alla fine della seconda parte  saranno forniti siti o pubblicazioni utili per un ulteriore approfondimento dei vari argomenti. Dal momento che una serie di problematiche non vengono opportunamente divulgate e talvolta gli stessi medici non  ne sono a conoscenza in modo approfondito nelle prossime settimane affronteremo alcuni di questi argomenti.

Lo sapevate che molti farmaci contro il cancro sono presenti  nel mobiletto del bagno?

Prima parte


I ricercatori hanno riferito di risultati promettenti nel trattamento dei tumori con  l’utilizzo di farmaci di uso quotidiano. È  ormai appurato che le  persone che prendono l'aspirina per prevenire attacchi di cuore, sembrano avere una minore incidenza di cancro.

Come descritto nell'articolo,  una podologa  in Gran Bretagna, dopo aver  perso la madre, il fratello più giovane e suo figlio per il cancro ha deciso di sperimentare una nuova terapia. Lei stessa ha superato con successo un tumore al seno, ma presentava un nuovo quadro di neoplasia del polmone, essendo affetta da una mutazione genetica nel suo DNA che la pone a rischio di sviluppare ulteriori neoplasie.

Attualmente la paziente,  che ha 41 anni, sta sperimentando un approccio insolito contro il cancro. Accanto alla chemioterapia convenzionale, la chirurgia, la radioterapia,   sta prendendo un cocktail di farmaci sperimentali, a tutti ben noti. Alcuni di loro potrebbero essere presenti  nel nostro mobiletto del bagno.

Il primo tra questi è il farmaco metformina, utilizzato per il diabete, che oltre a rendere le cellule sane più sensibili agli effetti della insulina può anche aiutare ad “affamare “ le cellule tumorali che si nutrono di  zucchero. Inoltre il gruppo di questi farmaci include una  statina per abbassare il colesterolo, un antibiotico che è stato prescritto per combattere l'infiammazione (un processo  che le cellule tumorali utilizzano per  crescere), e per finire  il mebendazolo, un farmaco comune per il  trattamento di infezioni da vermi, che serve ad inibire la crescita dei vasi sanguigni del  tumore.

La paziente ha iniziato a prendere questo cocktail di  farmaci dopo aver subito un intervento chirurgico per rimuovere un tumore al polmone, e aver scoperto che il tumore si era diffuso localmente. “ Ho cercato di prendere qualcosa  di utile ad  indebolire i tumori, ma che non avesse  un grande impatto in termini di effetti collaterali”.

In campo oncologico è  ormai noto il successo ottenuto con la somministrazione della talidomide,   il cui utilizzo come un farmaco contro il cancro ha avuto inizio negli anni '90
Anche se rimane in sospeso   il giudizio  se queste sostanze sopra riportate davvero possano  fare la differenza, in verità questi non sono gli unici farmaci di uso comune  sottoposti a un “riutilizzo terapeutico  “ Dalla  aspirina agli antiacidi, dai beta-bloccanti all’ ibuprofene, tutti sono in corso di sperimentazione e utilizzati come potenziali farmaci anti-cancro.

A differenza dei farmaci oncologici tradizionali, che prendono di mira direttamente e distruggono  le cellule tumorali, molti di questi farmaci qui riproposti sembrano prendere di mira le cellule sane che servono ai tumori  per sostenere la loro crescita. Anche se ampiamente accettata, questa visione del cancro come un misto di cellule malate e  cellule sane è ancora relativamente nuova - il che spiega in parte il motivo per cui le proprietà anti-cancro di farmaci come l'aspirina non siano state riconosciute  negli anni scorsi. “Quando molti di questi farmaci sono stati sviluppati, avevamo una visione molto semplicistica della crescita di una  neoplasia  e tutta l'attenzione era  concentrata sulla ricerca di sostanze utili ad  uccidere le cellule tumorali”, dice Pan Pantziarka, coordinatore  del progetto Repurposing Drugs in Oncology (ReDo www.redo-project.org), che ha lo scopo di identificare l la maggior parte dei farmaci idonei da inserire   in studi clinici. “E’ appurato che l'intera massa tumorale dipende dallo sviluppo di una rete di vasi ematici di supporto, inoltre il tumore  ha bisogno di sovvertire il sistema immunitario, e di produrre  alcuni fattori di crescita. Molti di questi farmaci qui discussi hanno come bersaglio questi altri aspetti che permettono al cancro di sopravvivere.”

Un primo successo fu ottenuto con  il farmaco talidomide . Originariamente sviluppato come un sedativo, nel corso degli anni 50  del secolo scorso è stato poi utilizzato per la nausea mattutina durante la gravidanza, e bandito quando fu appurato  aumentare il rischio di gravi difetti alla nascita. L ‘utilizzo della  talidomide come un farmaco contro il cancro iniziò negli anni '90, in seguito alla scoperta della sua capacità  di inibire la crescita di nuovi vasi sanguigni.  Angus Dalgleish, un professore di oncologia presso l'ospedale St George  a Tooting, Londra, cominciò a interessarsi del farmaco, dopo aver assistito alla drammatico miglioramento di un paziente con malattia autoimmune  trattato con talidomide. “Ho iniziato a fare un po' di ricerche ed ho pensato che un farmaco promettente  fosse stato scartato in modo superficiale,  ” sostiene il medico. Negli stessi anni, sono stati pubblicati i risultati di un piccolo studio sull’uso della talidomide in pazienti con un cancro del midollo osseo, il mieloma. I pazienti non avevano risposto  alla terapia standard  e presero la talidomide come ultima risorsa; un quarto di questi pazienti mostrarono  una riduzione del tumore . Purtroppo la talidomide mostrava altri effetti collaterali oltre alle deformità  e nuove ricerche sono riuscite a sviluppare diversi analoghi meno tossici, che sono stati utilizzati in studi clinici. Uno di loro è la lenalidomide, oggi un farmaco fondamentale per il  mieloma.

Per ora, almeno, la sola  talidomide viene utilizzata come un farmaco anti-cancro con successo. Ma in futuro anche l’ aspirina,  potrebbe assumere una nuova veste oltre come trattamento per attacchi di cuore e ictus come,  dice Ruth Langley,  un oncologo medico presso il Clinical Trials  MRC a Londra.

Attualmente il suo gruppo sta  reclutando per una sperimentazione clinica con l’ aspirina  circa 11.000 pazienti che hanno già effettuato il miglior trattamento disponibile per il tumore del  seno, del colon-retto, gastro-esofageo o il cancro alla prostata. “Stiamo cercando di vedere se, dando l'aspirina, possiamo o ritardare la recidiva dei i tumori o anche impedire la  loro ricrescita”, dice Langley.

L'idea nasce da precedenti osservazioni che le persone che prendono l'aspirina per prevenire attacchi di cuore, sembrano avere tassi più bassi di cancro rispetto alla popolazione generale, e se comunque colpiti da un tumore  è meno probabile che questo si diffonda ad altri organi . L’Aspirina agisce  sulle piastrine e li rende meno adesive diminuendo il rischio di coaguli di sangue, ed  è per questo che viene usato per trattare la malattia cardiovascolare. Una ipotesi è che le piastrine avvolgendo  le  cellule tumorali  nell’organismo le rendano meno visibili al sistema immunitario, ma  se un paziente prende l’aspirina questo effetto diminuisce. Un'altra ipotesi prevede che le piastrine  aiutino le cellule tumorali  ad ancorarsi in nuovi siti  e facilitare la crescita di  nuovi tumori.

Diversi studi sono in corso in tutto il mondo, per valutare  l'uso del propranololo,un  beta-bloccante (più comunemente usati per trattare la pressione alta) nel trattamento del tumore al seno, alle ovaie e di altri tumori. Negli anni è stato visto  che il  propranololo può essere utilizzato per il trattamento di lesioni non cancerose chiamati emangiomi - conosciuto anche come segni di fragole - nei bambini. “Ci siamo detti, se  questo farmaco funziona in un  emangioma, questi farmaci devono inibire  la crescita di vasi sanguigni, in modo da  essere utili per trattare il cancro,” dice Nicolas André, un oncologo pediatrico al Hôpital de La Timone Enfants a Marsiglia, Francia,   che sta per iniziare una sperimentazione con il propranololo in un  angiosarcoma - un tumore dei vasi sanguigni.

E ci sono altri candidati per questo nuovo utilizzo. Il progetto ReDo,  di cui abbiamo parlato prima, ha stilato un elenco dei sei farmaci più promettenti in base alla loro bassa tossicità, meccanismo plausibile di azione e una forte evidenza di potenziale efficacia negli esseri umani. Tra questi vi sono il  mebendazolo, un farmaco contro le infezioni da vermi; un antiacido usato per trattare ulcere gastriche chiamato cimetidina; la nitroglicerina  per l’angina  cardiaca o un antimicotico ad  ampio spettro chiamato itraconazolo; un antibiotico usato per trattare le infezioni  chiamato claritromicina; e l'anti-infiammatorio diclofenac  usato come antidolorifico.

Seconda parte :

http://www.ryderitalia.it/index.php?option=com_content&view=article&id=278%3Afarmaci-da-banco-per-i-tumori-parte-2&catid=1%3Amedicina-e-ricerca&Itemid=95&lang=it

Ultimo aggiornamento (Lunedì 17 Luglio 2017 10:31)